
Il patron Torneo e il Gm Alessandro Trigilio
Non ha mai rilasciato dichiarazioni, nemmeno quando all´apice della felicità la Prativerdi conquistò la storica ribalta della serie B nazionale. Non lo fa nemmeno adesso, nel momento più brutto del suo impegno nel mondo del basket. C´è un grande protagonista in ombra dietro a tutta questa triste vicenda della Prativerdi, che vive il suo strazio in silenzio, ed è il patron della società sportiva siracusana Sebastiano Torneo. Era il 27 luglio del 2007 quando questo imprenditore siracusano, da solo, in un impeto di orgoglio e di amore per la sua città, e per questo sport, decise di investire nel basket, prima sponsorizzando una squadra locale, che quell´anno dalla serie D passò alla C2, poi sognando traguardi più ambiziosi, riportando sul parquet del Palalobello un campionato nazionale, rilevando un titolo da Lamezia e anche la storica Virtus Basket Siracusa, in cui ancora oggi ruota gran parte del settore giovanile e del minibasket della Prativerdi ed è tuttora in piena attività. Il successo arrise quasi subito a questa società nata sull´onda dell´entusiasmo, che tanto bene ha fatto al movimento cestistico dell´intera provincia aretusea. La Prativerdi dimostrò subito di essere società quadrata, che poteva centrare qualsiasi risultato. Mai una multa, arbitri e avversari che si complimentano per l´ambiente che questa città sa offrire anche nello sport. Subito i play off e, l´anno successivo, una promozione storica, salutata da oltre duemila tifosi nel palazzetto sportivo siracusano, una serata di sport vero, che resterà indelebile nella memoria di tanti. Poi l´avventura nella serie B, un palcoscenico pressochè mai calcato prima d´ora da una squadra di basket maschile siracusana. In mezzo,di certo, i problemi di una crisi economica generale, di promesse mai mantenute, di sponsor inadempienti (unico faro nella notte la Edipower) ma mai nessuno si sarebbe aspettato di vedere liquidato un piccolo universo così faticosamente costruito in meno di tre anni, pezzo per pezzo, con una semplice mail, con un fax. Per la ridicola somma di ottomila euro, a fronte di centinaia di migliaia di euro già investiti, di decine di migliaia di euro erogati al mese per stipendi , trasferte e mille altre incombenze. Ad un passo dalla fine del campionato. In una competizione in cui la Prativerdi ha svettato sin dall´inizio, mantenendo per oltre venti settimane la vetta della classifica, classificandosi persino alle finali di Coppa Italia. Forse questa società avrebbe potuto essere convocata, ascoltata, prima di essere fatta fuori da una troppo implacabile Federazione. Chi o cosa ha veramente causato questa clamorosa, quanto repentina, esclusione che fa parlare l´Italia intera del "caso Siracusa"? Un regolamento è un regolamento, ma quando si vuole una soluzione meno drastica si trova. Per tempo, o anche dopo. Soprattutto quando una città intera te lo chiede. Soprattutto quando i giocatori evidenziano una società sana che, a differenza di tante altre, ha sempre fatto fronte ai propri impegni. Soprattutto quando si evidenzia una comunicazione probabilmente carente con le società più decentrate. E alla Prativerdi nessuno ha avuto il coraggio di "sciogliere le righe", men che meno lui, il patron, chiuso in un doloroso silenzio. I giocatori vanno via alla spicciolata, senza fretta, ringraziando questa bella città del sud Italia che tanto bene li aveva accolti e dove hanno vissuto una "magnifica stagione" rovinata proprio sul più bello. Tra qualche mese saranno alle prese con un altro progetto sportivo che li proietterà in una nuova avventura. Nella società sportiva aretusea, invece, sarà difficile dimenticare, forse anche ricominciare. Troppo forte il colpo subito, troppo sproporzionata la pena da scontare.
Ufficio Stampa Prativerdi Basket Club Siracusa
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Ufficio Stampa Prativerdi Basket Siracusa